Biomarcatori per gravità e durata di malattia nei pazienti con orticaria cronica spontanea

Uno studio pubblicato su JEADV ha valutato l’utilità di diversi marker clinici e di laboratorio nel determinare la gravità o predire l’evoluzione della malattia in pazienti con orticaria cronica spontanea (CSU).
Dall’analisi delle pubblicazioni è emerso che i casi di CSU più grave o con un tempo di guarigione più lungo erano più frequenti nei soggetti con esordio tardivo della malattia, nelle donne, nei soggetti con lunga durata di malattia e in quelli con ipersensibilità ad aspirina o FANS. Anche la positività del test cutaneo con siero autologo può essere indice di una forma più grave di CSU, mentre la presenza concomitante di orticaria inducibile o di angioedema ricorrente possono essere predittivi di un prolungamento nel tempo di guarigione.
Il numero e l’attivazione dei basofili, la presenza di marker infiammatori o di marker del sistema estrinseco della coagulazione, la vitamina E e D sono alcuni potenziali biomarcatori della severità/durata della CSU. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi su popolazioni ben caratterizzate per meglio comprendere la validità di questi marker nel predire gravità e durata della malattia.


Fonte: Sánchez-Borges M, Caballero-Fonseca F, Capriles-Hulett A, et al. Factors linked to disease severity and time to remission in patients with chronic spontaneous urticaria. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017 Jun;31(6):964-971. doi: 10.1111/jdv.14221. Epub 2017 Apr 4.

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