Chirurgia: meglio incollare che cucire?

Recentemente è stato osservato che la combinazione di nanoparticelle all’ossido di ferro in una sospensione acquosa di silice funziona da adesivo e permette di connettere tessuti biologici garantendone “l’incollaggio”.
Un gruppo di ricercatori dell’Empa, coordinati dal Dr. Hermann, ha utilizzato questo principio per sviluppare adesivi tissutali bioattivi che sfruttano le proprietà di nano-bridging delle nanoparticelle. Questo bioglass di nanoparticelle presenta straordinarie proprietà pro-coagulanti ed adesive, ed è in grado di riparare le lesioni intestinali in un modello murino. Tuttavia, se presente a concentrazioni troppo alte, il bioglass può danneggiare l’integrità della membrana cellulare; per ovviare a questo problema, gli scienziati hanno combinato il bioglass con il cerio – un materiale con noti effetti cito-protettivi – ottenendo un ibrido che mantiene le proprietà adesive, ma con caratteristiche di cito-compatibilità superiori.
Uno dei maggiori vantaggi di questa nuova sostanza è che a seconda della combinazione di elementi che si utilizzano (quali ossidi di silice, calcio, sodio o fosforo) assume proprietà diverse, interagendo ad esempio con i tessuti molli o con le ossa, aprendone quindi le possibilità di impiego a molteplici applicazioni sia chirurgiche sia di medicina rigenerativa.


Fonte: Matter MT, Starsich F, Galli M, et al. Developing a tissue glue by engineering the adhesive and hemostatic properties of metal oxide nanoparticles. Nanoscale. 2017 Jun 22;9(24):8418-8426. doi: 10.1039/c7nr01176h

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