Gestione della cheratosi attinica in situazioni a rischio

Un gruppo di dermatologi francesi ha valutato quali sono le migliori strategie terapeutiche per la gestione della AK in situazioni di particolare rischio. Queste includono i casi di lesioni particolarmente aggressive/invasive, i soggetti con un rischio maggiore di progressione a SCC, (pazienti trapiantati, in trattamento con agenti carcinogeni o affetti da leucemia linfocitica cronica), e nei casi in cui l’AK si presenta in aree a rischio quali dorso delle mani, avambracci, gambe, regioni periorbitali, palpebre, orecchie o labbra.
Grazie a una ricerca sistematica della letteratura, seguita da una discussione basata sull’esperienza dei clinici e sulle linee guida correnti, gli autori hanno concluso che nella maggior parte delle situazioni a rischio è possibile seguire l’algoritmo recentemente proposto dall’AKTeamTM per l’AK in situazioni standard. Le lesioni più aggressive/invasive dovrebbero comunque essere trattate in maniera più decisa dato il più alto rischio di trasformazione, mentre per i pazienti più sensibili al danno attinico è fondamentale introdurre un monitoraggio stretto, con follow-up regolari, e puntare molto sulla protezione solare.
Nuove sperimentazioni cliniche potrebbero aiutare a definire ulteriormente quali sono le condizioni ottimali per il trattamento della cheratosi attinica in situazioni di particolare rischio.


Fonte: Richard MA, Amici JM, Basset-Seguin N, et al. Management of actinic keratosis at specific body sites in patients at high risk of carcinoma lesions: expert consensus from the AKTeam™ of expert clinicians. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2017 Dec 13. doi: 10.1111/jdv.14753. [Epub ahead of print]

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