Infelice di essere felice?

Sono numerose le ricerche che negli anni si sono occupate del rapporto uomo-felicità. Di recente Susan David, psicologa presso la Harvard Medical School, ha coinvolto circa 70000 persone in uno studio che ha rivelato come un terzo di loro “si fa problemi perché sperimenta emozioni negative, o addirittura cerca di cancellarle”. La psicologa sostiene infatti che il proliferare di corsi e manuali che insegnano ad avere un atteggiamento più positivo, con l’obiettivo di una maggiore serenità, ci ha reso incapaci di riconoscere e gestire ansia, paure e rabbia.
Inoltre, secondo un’analisi pubblicata dall’American Psychological Association, negli ultimi 20 anni gli studenti americani sono sempre più spinti ad essere “perfetti” sotto tutti i punti di vista: corpo, mente e carriera. Il raggiungimento della perfezione sarebbe un modo per essere apprezzati socialmente, per trovare un buon lavoro etc: in sostanza per avere una vita felice, ma questo sforzo genera stress e frustrazione, che allontanano inesorabilmente da uno stato di felicità.
Un’ultima considerazione che emerge dalla ricerca della David: la felicità è una meta difficile da raggiungere, dal carattere così egoistico, che può spesso allontanarci dagli altri con il risultato di farci sentire più soli e ancora più infelici.
Ed ecco quindi il paradosso: essere causa della nostra infelicità nella ricerca della felicità.


Fonte: internazionale.it

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