Insaponiamoci le idee

In realtà fare la doccia, come altre attività che svolgiamo in maniera del tutto automatica, favorisce l’attività creativa del cervello, che si rivela come una sorta di folgorazione, un’improvvisa soluzione a un problema che ci aveva tanto assillato.
Denominati dagli scienziati “eureka moments”, non dipendono affatto dall’utilizzo dell’acqua calda che può rilassarci o sgombrare il campo dalla stanchezza, ma sono legati all’esecuzione di attività che non richiedono alcuna applicazone di pensiero da parte nostra (lavarsi, cucinare qualcosa di semplice, camminare, pescare, curare le piante, etc).
Essendo al lavoro una sorta di pilota automatico, il nostro cervello può lasciare libero l’inconscio di creare associazioni di idee senza inibizioni razionali. In questo modo si ha una sorta di rilassamento della corteccia prefrontale, che è il luogo deputato alle decisioni. Si attiva una rete neuronale che è diversa delle connessioni che attiviamo solitamente e in modo conscio e razionale.
Quanto alla validità delle intuizioni avute sotto la doccia, c’è addirittura una ricerca condotta dalla Northwestern e dalla Drexel University che la avvalora. E’ risultato infatti che nella soluzione di giochi di parole queste intuizioni erano esatte nel 94% dei casi, contro il 78% delle soluzioni cercate in modo analitico.


Fonte: focus.it

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