L’agopuntura, una speranza per l’Alzheimer

Un’analisi di 10 precedenti studi randomizzati sugli effetti dell’agopuntura, che hanno coinvolto un totale di 585 persone con morbo di Alzheimer, conclude che questa tecnica può aiutare a migliorare la funzione cognitiva in chi soffre della malattia ed è sicura da usare, sia da sola, sia associata a terapie farmacologiche.
Secondo questa recente ricerca del dottor Jing Zhou, dell’università per la medicina cinese di Pechino, l’agopuntura è non solo una scelta sicura ma a volte persino più efficace dei soli farmaci nel migliorare la funzione cognitiva nei pazienti. La sicurezza dell’agopuntura è stata studiata a sé, e appurata valutando 141 studi, per un totale di 3416 pazienti: in nessuno sono stati registrati eventi avversi gravi, e solo in 7 si è registrata qualche reazione, che comunque è stata descritta come tollerabile.
Quando gli effetti dell’agopuntura sono stati analizzati in pazienti che stavano già assumendo donepezil, il farmaco approvato dalla FDA e considerato il più valido trattamento negli Stati Uniti, è emerso che l’agopuntura è stata addirittura in grado di migliorare l’efficacia del medicinale. In sostanza, secondo lo studio l’agopuntura può aumentare l’effetto delle molecole normalmente usate per il trattamento dell’Alzheimer, in termini di miglioramento delle funzioni cognitive. L’agopuntura può anche essere più efficace dei farmaci a migliorare la capacità dei pazienti di condurre la loro vita quotidiana, e senza effetti collaterali.

Fonte: Pubmed

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