L’allergia presunta alla penicillina aumenta il rischio di SSI

I ricercatori del Massachusetts General Hospital hanno condotto uno studio retrospettivo analizzando il rischio di SSI tra 8400 pazienti sottoposti a interventi chirurgici standard tra il 2010 e il 2014. Di questi 992 avevano una storia clinica di allergia alla penicillina, una percentuale simile a quella riscontrata nella popolazione generale, e 214 hanno riportato un’infezione post-chirurgica, con un rischio che è risultato del 50% più alto per i pazienti allergici. In caso di allergia alla penicillina, i pazienti vengono infatti trattati con clindamicina, vancomicina o gentamicina, notoriamente meno efficaci contro le infezioni.
Analizzando la storia clinica dei pazienti classificati come allergici, i medici hanno notato che la quasi totalità dei soggetti avrebbe potuto essere trattato con la penicillina in maniera sicura, mentre solo 5 pazienti presentavano un tipo di ipersensibilità grave che avrebbe di fatto impedito la somministrazione del farmaco.
Gli autori dello studio raccomandano di riconsiderare il linguaggio utilizzato per definire l’allergia alla penicillina e suggeriscono di sottoporre i pazienti con dichiarata allergia alla penicillina a una valutazione allergica prima dell’intervento chirurgico, in modo da massimizzare la possibilità di trattamento con l’antibiotico più efficace.


Fonte: Kimberly G Blumenthal, Erin E Ryan, Yu Li, Hang Lee, James L Kuhlen, Erica S Shenoy. The Impact of a Reported Penicillin Allergy on Surgical Site Infection Risk. Clinical Infectious Diseases, 2017; DOI: 10.1093/cid/cix794

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