Le app per ciclo mestruale e gravidanza possono essere un business

Per poter offrire un servizio più accurato e preciso, molte app utilizzate per il controllo del ciclo mestruale, per programmare o evitare gravidanze, chiedono molte informazioni di carattere strettamente personale. Una fonte di dati ricca e molto appetibile per le aziende, che possono stilare elenchi molto dettagliati utilizzati per azioni di marketing.
L’allerta arriva da un sito brasiliano che si occupa della difesa dei diritti umani nel mondo digitale: think-and-do-thank e rappresenta un avvertimento molto importante per le donne. Infatti, nel mondo, nel 2016, erano disponibili ben 225 app di questo tipo, che risultano essere 4° tra le app più utilizzate dagli adulti e il 2° tra gli adolescenti, per quanto riguarda la salute.
Come si può evitare il rischio di vedere i propri dati oggetto di scambio tra aziende sotto forma di liste? Sicuramente leggendo attentamente le condizioni e i termini d’uso; poi non utilizzando le app che richiedono la connessione agli account dei social, come Facebook o Google e non fornendo tutti i dati richiesti, spesso inutili al fine del controllo del ciclo mestruale.
In questo modo possiano limitare la pubblicità invasiva e lo spam, la condivisione di dati personali a terzi, che noi non abbiamo espressamente autorizzato (spesso vige la regola del silenzio-assenso), il pericolo che falle dei sistemi possano permette a chiunque di leggere le informazioni, con buona pace della privacy.
La soluzione? Utilizzare le app che non prevedono la creazione di un account.


Fonte: Euronews

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