Hai presente quel film?

Quando iniziamo a non ricordare il titolo e la trama di un film, ma anche di un libro, ci addentriamo in un ginepraio da cui non usciamo più. E ci succede anche con quelli che abbiamo amato. Spesso infatti ricordiamo benissimo le emozioni che ci hanno suscitato, ma non riusciamo a ricordare molto di più.
Il fenomeno era già stato studiato alla fine del XIX secolo da Ebbinghaus, filosofo e psicologo tedesco che per primo parlò di “curva dell’oblio”. Secondo questa teoria tendiamo a dimenticare rapidamente ciò che abbiamo visto o letto nelle ultime 24 ore, mentre successivamente il fenomeno avviene in maniera più lenta fino a conservarne solo qualche traccia.
E’ un problema di superstimolazione del cervello tipico di oggi o è un fenomeno antico? Già Platone affermava che l’invenzione della scrittura rendeva gli studenti meno capaci di memorizzare le informazioni. Oggi il supporto di internet, che rende tutto il sapere consultabile all’occorrenza, e il bombardamento di informazioni hanno accentuato questo fenomeno. Immagini e parole subiscono lo stesso destino. Per assorbirle meglio e ricordarle più a lungo dovremmo distanziarle nel tempo e non divorarle in grande quantità, come ha dimostrato un recente studio dell’università del Meriland su degli spettatori di serie tv.


Fonte: greenme

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