Quanto male fa essere social?

Recentemente due ricercatori di Menlo Park, David Ginsberg e la psicologa sociale Moira Burke, hanno condotto uno studio sull’impatto di internet sulla vita delle persone cercando di capire quale sia l’uso che l’utente fa della rete.
Ginsberg e Burke si sono rifatti a studi sia favorevoli alla tecnologia sia contrari. Studi come quello dello psicologo Sherry Turkle, che ha affermato che i cellulari ci rendono “soli insieme” o di Jean Twenge, psicologo che ha notato l’aumento della depressione adolescenziale. Ma anche studi come quello del sociologo Keith Hampton, che afferma che ora si passa più tempo all’aria aperta, grazie alla possibilità di rimanere connessi ovunque.
La risposta dipende quindi da come si utilizzano i social e la rete. Ginsberg e Burke sostengono infatti che l’utente è libero di sfruttare e interagire attivamente con la rete o subirla passivamente, proprio come si fa con la televisione. Interagire e rimanere connessi agli altri e al mondo può portare miglioramenti nello stato generale di benessere, rispetto al senso di solitudine e depressione. Questo è, almeno, quanto sostenuto da uno studio condotto dalla Carnagie Mellon University.


Fonte: adnkronos

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