Solari colorati per proteggere la pelle dalla luce visibile

Un gruppo di ricercatori del Center for Research on Redox Processes in Biomedicine (Redoxome) ha ipotizzato che l’aumento del numero di casi di cancro alla pelle, a dispetto di un consumo sempre maggiore di prodotti per la protezione solare, possa essere causato dall’azione della luce visibile, che è altrettanto dannosa per la pelle quanto la radiazione UV, ma non è attualmente schermata dai solari in commercio.
I ricercatori hanno scoperto che non solo i melanociti ma anche i cheratinociti sono danneggiati dalla luce visibile. Il danno è mediato dai raggi UVA, che penetrano in profondità nell’epidermide e stimolano la produzione di lipofuscina; l’accumulo di questa molecola ha un effetto fotosensibilizzante e induce la produzione di specie reattive dell’ossigeno in risposta alla luce visibile, con conseguente danno cutaneo.
È necessario quindi sviluppare nuovi prodotti specifici per schermare non solo la radiazione UVB – la più tossica perché assorbita direttamente dal DNA dell’epidermide – ma anche raggi UVA e luce visibile. In questo senso l’Università di San Paolo ha brevettato una nuova crema solare colorata, costituita da nanoparticelle rivestite da un sottile strato di melanina, che offre per la prima volta una protezione completa, anche contro la luce visibile.


Fonte: Tonolli PN, Chiarelli-Neto O, Santacruz-Perez C, et al. Lipofuscin Generated by UVA Turns Keratinocytes Photosensitive to Visible Light. J Invest Dermatol. 2017 Nov;137(11):2447-2450

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