Nuovo antifungino per microorganismi farmaco resistenti

La Case Western Reserve University e il Cleveland Medical Center hanno sviluppato un nuovo antifungino (APX001A) che sfrutta un meccanismo innovativo per combattere le infezioni da C. auris. Il farmaco agisce impedendo a proteine fondamentali per la sopravvivenza del lievito di legarsi alla parete cellulare, bloccando quindi la crescita del microorganismo e la formazione di colonie resistenti.
Il farmaco, testato in vitro su 16 diversi ceppi di C. auris provenienti da pazienti internazionali, si è dimostrato più potente di altri 9 antifungini attualmente in uso ed è risultato efficace a concentrazioni 8 volte inferiori rispetto all’anidulafungina, l’antifungino ad oggi più attivo sul mercato.
Il nuovo composto ha dimostrato la sua efficacia anche in un modello murino che mima l’infezione umana, con percentuali di sopravvivenza maggiori rispetto a quelle dell’anidulafungina (da 80 a 100% a seconda della concentrazione vs 50%) e con una riduzione significativa delle colonie fungine presenti e livello renale, polmonare e soprattutto cerebrale, un sito dove l’anidulafungina non sembra essere efficace.
Partendo da questi risultati si potrà testare l’efficacia del composto in studi di fase I sull’uomo per un suo possibile utilizzo nelle infezioni nosocomiali multiresistenti.


Fonte: Hager CL, Larkin EL, Long L, et al. In vitro and in vivo Evaluation of the Antifungal Activity of APX001A/APX001 Against Candida auris. Antimicrob Agents Chemother. 2018 Jan 8. pii: AAC.02319-17. doi: 10.1128/AAC.02319-17. [Epub ahead of print] NCBI

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