Ascolta, c’è silenzio

Circondati dall’inquinamento acustico, di cui si inizia a parlare intorno agli anni 60, il silenzio è diventato uno spazio ambito, di pace, dove trovare una pausa da tutto ciò che ci circonda assordandoci. È dimostrato ormai che vivere in condizioni di forte stress uditivo può provocare perdita del sonno, disturbi cardiaci, acufeni, pressione alta. Ecco quindi che il silenzio può anche diventare una cura. Durante una ricerca del 2006, volta ad indagare gli effetti fisiologici della musica, si è scoperto che il silenzio nelle pause tra un brano e l’altro, utilizzate come controllo, provoca gli stessi effetti benefici della musica. Effetti rilassanti maggiori rispetto a quelli riscontrati in un periodo più prolungato di calma. Uno studio del 2010 dell’Università dell’Oregon ha riscontrato che nelle pause tra una parola e l’altra di un discorso il cervello va in allerta, si attivano neuroni differenti, reagendo al silenzio e “ascoltandolo”. La materia grigia sembra avere delle cellule specifiche per sentire il silenzio. Nel 2013 una ricerca della Duke University sugli effetti a lungo termine di 4 tipi di stimoli uditivi (musica, richiami di cuccioli, rumore bianco e silenzio) ha rilevato che gli effetti del silenzio, usato nella ricerca come grado zero di controllo, in realtà hanno una durata maggiore degli altri suoni e stimolano la produzione di nuove cellule nell’ippocampo.


Fonte: esquire

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