Bagni alla clorexidina per i neonati?

Secondo uno studio condotto presso la Johns Hopkins University di Baltimora i bagni a base di clorexidina gluconato (CHG), pur riducendo nell’immediato la carica batterica, non permettano una riduzione stabile della crescita batterica nei neonati ricoverati nei reparti di terapia intensiva.
Gli autori dello studio hanno misurato la carica batterica in 40 neonati ricoverati in terapia intensiva e sottoposti o meno a bagni di CHG 2%, eseguiti secondo protocollo per la prevenzione delle infezioni ematiche associate a catetere o per decolonizzazione da S. Aureus. Al basale, la carica dei batteri Gram positivi era pari a 2,19 log CFU/ml sulle braccia e 1,81 log CFU/ml a livello inguinale. A 1 ora dal primo bagno la carica batterica era effettivamente ridotta a 0,98 log CFU/ml per le braccia e a 0.87 log CFU/ml per l’inguine, ma nel giro di 72 ore si assisteva a un aumento progressivo, con ritorno ai livelli basali. Allo stesso tempo, nelle ore successive al bagno la concentrazione di CHG cutanea diminuiva progressivamente, in parallelo al continuo aumento nella crescita dei batteri Gram-positivi.


Fonte: Johnson J, Suwantarat N, Colantuoni E, et al. The impact of chlorhexidine gluconate bathing on skin bacterial burden of neonates admitted to the Neonatal Intensive Care Unit. J Perinatol. 2018 Sep 20. doi: 10.1038/s41372-018-0231-7. [Epub ahead of print]

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