Effetto benefico del pesce sul cervello: le contaminazioni da mercurio non sono un problema

Il consumo di pesce viene spesso promosso per i suoi benefici sulla salute e in particolare per i suoi effetti positivi sulla normale funzione neuronale, ottenuti grazie all’alto contenuto di DHA (un acido grasso semi essenziale della serie omega 3). Il pesce è però anche fonte di mercurio, una neurotossina che può danneggiare lo sviluppo neurocognitivo e la cui tossicità viene ridotta dal selenio, un elemento nutritivo presente nel pesce.

Partendo da queste osservazioni un gruppo di ricercatori della Sezione di Nutrizione ed Epidemiologia Nutrizionale dell’Ospedale di Chicago ha analizzato la correlazione tra il consumo di pesce e le neuropatologie della demenza, considerando in questa correlazione anche i livelli di mercurio e di selenio depositati nel cervello.

Il campione di analisi dello studio era costituito da 551 pazienti anziani residenti in case di riposo nell’area di Chicago che avevano fatto parte del “Rush Memory and Aging Project” ed erano deceduti tra il 2004 e il 2013. Nei 5 anni circa prima del decesso, i soggetti avevano risposto a questionari sulle abitudini alimentari sulla base dei quali era possibile ricavare dati sul consumo di pesce e di acidi grassi omega 3. Oltre a questi dati, i ricercatori avevano a disposizione autopsie cerebrali di 286 soggetti sulla basi delle quali hanno valutato la presenza di malattie neurodegenerative simili alla demenza – quali morbo di Alzheimer e demenza da corpi di Lewy – numero di macroinfarti e microinfarti cerebrali, e concentrazione tissutale di mercurio e selenio.

L’analisi dei risultati ha rivelato una correlazione positiva tra i livelli di mercurio nel cervello e il numero di pasti settimanali a base di pesce. Aggiustando i dati in base a sesso, età, istruzione e assunzione totale di energia, è emerso che consumare pesce una o più volte a settimana porta a una minore presenza di segni patologici da morbo di Alzheimer, intesi come minore densità delle placche neuritiche, grovigli neurofibrillari meno gravi e diffusi e minore presenza di malattia di Alzheimer accertata a livello neuropatologico nei portatori di una particolare variante genetica (l’apolipoproteina E) che determina una maggiore predisposizione all’insorgenza della malattia.

Nonostante il consumo di pesce porti quindi a un aumento del deposito cerebrale di mercurio, questo non sembra essere correlato a un rischio significativamente maggiore di neuropatologie cerebrali. Si può dunque concludere che un consumo moderato di pesce abbia un effetto benefico contro il declino cognitivo, e che le contaminazioni da mercurio non rappresentino un problema in questo contesto.

Fonte
Morris MC, Brockman J, Schneider JA, et al. Association of Seafood Consumption, Brain Mercury Level, and APOE ε4 Status With Brain Neuropathology in Older Adults. JAMA 2016; 315(5): 489-97.

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