Fumo e sclerosi multipla, una relazione pericolosa

Un gruppo di ricercatori americani coordinati dal dott. A. Ascherio della Harvard School of Public Health di Boston ha pubblicato i risultati di uno studio che ha coinvolto 1465 persone con SM di cui 257 fumatori, 428 ex-fumatori e 780 che non avevano mai fumato. Dopo avere monitorato il gruppo per un periodo medio di tre anni, i ricercatori hanno osservato che la disabilità progrediva  più rapidamente nei fumatori. Lo studio è stato pubblicato sul numero di Luglio della rivista  Archives of Neurology (2009;66(7):858-864).

I ricercatori  hanno raccolto le anamnesi dei singoli individui partecipanti allo studio e hanno monitorato la progressione della malattia attraverso l’utilizzo di specifiche scale di valutazione come la EDSS (Expanded Disability Status Scale) e MSSS (Multiple Sclerosis Severity Score)  oltre a  parametri di risonanza magnetica, come per esempio lesioni e atrofia cerebrale.

All’inizio dello studio i ricercatori  hanno trovato che i fumatori avevano un peggioramento clinico della disabilità maggiore rispetto agli ex fumatori e coloro che non avevano mai fumato e che in particolare i fumatori avevano più frequentemente un decorso di tipo primariamente progressivo. Inoltre i fumatori presentavano una variazione di alcuni  indicatori di risonanza magnetica di gravità della malattia rispetto agli ex fumatori e ai non fumatori, come per esempio una più bassa “frazione parenchimale cerebrale”, indice di atrofia cerebrale.

I ricercatori hanno anche valutato se il fumo poteva contribuire in qualche modo al passaggio dalla forma recidivante-remittente  alla forma secondariamente progressiva, pertanto hanno individuato un sottogruppo di 891 persone (fumatori, ex fumatori e non fumatori) e li hanno monitorati per 3 anni. I ricercatori hanno osservato che il passaggio dalla forma a ricadute alla forma progressiva si verificava più rapidamente nei soggetti fumatori piuttosto che nelle persone che non avevano mai fumato o che avevano smesso di fumare.

Questo studio si aggiunge alle crescenti ricerche effettuate in questo settore con l’obiettivo di chiarire se il fumo di sigaretta possa avere un impatto negativo sulla progressione della SM e se possa in qualche modo accelerare la conversione del decorso clinico da recidivante a forma progressiva.

I ricercatori ipotizzano che potrebbe esserci un legame tra sistema immunitario, sistema nervoso centrale ed un eventuale ruolo tossico delle sigarette, ma questo rimane da chiarire.

Fonte: AISM

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