I biofilm di S. aureus rallentano la guarigione delle ferite impedendo la granulazione del collagene

Uno studio condotto presso la Ohio State University ha analizzato le proprietà dei biofilm di S. Aureus per determinare come la formazione del biofilm influenzi i meccanismi patogenetici di guarigione delle ferite. Gli autori dello studio hanno analizzato il processo di guarigione delle ferite dopo infezione da parti di ceppi di S. aureus geneticamente modificati per avere una diversa capacità di formare biofilm.
L’effetto dell’infezione era maggiore per i ceppi di S. aureus con maggiore capacità di produrre biofilm (ΔrexB o USA300) rispetto ai ceppi con capacità ridotta (ΔsarA). La formazione del biofilm, specialmente nel caso dei ceppi ΔrexB, provocava la degradazione del collagene cutaneo, in particolare del collagene di tipo 1 (Col1). Inoltre, i biofilm erano in grado di bloccare l’attività del miR-143 con conseguente upregolazione delle metalloproteinasi della matrice 2 (MM-2); l’eccessiva attivazione delle MM-2 portava a sua volta a una marcata riduzione del rapporto tra collagene 1/3, compromettendo le proprietà biomeccaniche della cute.
Infine, gli autori hanno osservato che dopo infezione da biofilm, la cute mostrava una minore resistenza alla trazione, supportando l’idea che le ferite infettate da biofilm siano più propense ad andare incontro a recidiva anche dopo un’iniziale guarigione.


Fonte: Roy S, Santra S, Das A, et al. Staphylococcus aureus Biofilm Infection Compromises Wound Healing by Causing Deficiencies in Granulation Tissue Collagen. Ann Surg. 2019 Jan 3. doi: 10.1097/SLA.0000000000003053. [Epub ahead of print]