Il futuro è dei grassi… sani

Secondo un articolo del Wall Street Journal, la sempre maggior richiesta di “grassi sani”, sta mettendo in crisi i produttori degli alimenti di cui tali grassi sono ricchi. Gli agricoltori e gli allevatori dei paesi coinvolti – dal Messico alla Norvegia, alla Nuova Zelanda- stanno cercando di aumentare la produzione di avocado, noci, olio, salmone per tenere testa alla domanda. I loro sforzi devono però tenere conto dei limiti e dei vincoli ambientali, cosa che potrebbe portare ad un aumento dei prezzi. Già rispetto al 2013 il costo medio di avocado, olio d’oliva e salmone è aumentato fino a quasi il 60%. Il diffondersi dei risultati di ricerche che dimostrano l’utilità dei grassi sani, ricchi di omega 3, con proprietà antinfiammatorie, e di grassi monoinsaturi, che contribuiscono a sostituire il colesterolo “cattivo” con quello “buono”, ha fatto sì che molte persone abbiano cambiato il loro regime alimentare.
Secondo Stephan Hubertus Gay, esperto OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) questo cambiamento, benché previsto, è avvenuto però in tempi più rapidi di quanto si pensasse, spiazzando l’equilibro produttivo. Da una parte ci sono i problemi di tempo necessario perché ulivi, mandorli e alberi di noci arrivino a produzione; dall’altra i problemi di sovraffollamento degli allevamenti di salmone, che hanno indotto i governi a limitare l’apertura di nuovi siti; per finire con i problemi economici legati al ritmo eccessivo della produzione casearia.


Fonte: Il Post

luca