Io sono senza questo, io senza quell’altro…

Fino a qualche tempo fa non c’era prodotto che non comunicasse di essere senza qualcosa: senza conservanti, senza coloranti, senza additivi etc. Ora sembra che per gli italiani non sia più così determinante questa informazione nella scelta degli alimenti. Se da una parte più del 18% dei prodotti di supermercati e ipermercati si dichiara “free from…”, dall’altra i dati raccolti da Osservatorio Immagine sulle performance di vendita di 64.800 prodotti alimentari di largo consumo nel 2018 hanno evidenziato che queste dichiarazioni non influenzano più l’acquisto.
La vendita di prodotti, infatti, che dichiarano in etichetta l’assenza di un componente, è diminuita del 2,2% rispetto al 2017. Nello specifico: “senza conservanti” (-4,0% di vendite), “senza coloranti” (-5,8%) e “senza grassi idrogenati” (-7,9%). Resistono invece i “senza zuccheri aggiunti” (+5,4% di vendite), i “pochi zuccheri” (+5,1%), i “senza glutammato” (+4,8%), i “senza additivi” (+3,6%) e i “poche calorie” (+2,5%). Con una percentuale ancora bassa, ma in rapida ascesa si sta affermando la dichiarazione “senza antibiotici”.
La lettura di questi dati di vendita delinea i contorni di un nuovo tipo di consumatore.



Fonte: Tendenze online