L’ingenolo mebutato è attivo anche sulle cheratosi attiniche subcliniche: risultati da uno studio di imaging in vivo

Uno studio condotto presso l’Ospedale Universitario di Monaco ha utilizzato due tecniche di imaging non invasive, la microscopia confocale a riflettanza (RCM) e la tomografia a coerenza ottica (OCT), per valutare le alterazioni nel campo di cancerizzazione in pazienti con cheratosi attinica trattati con ingenolo mebutato.
Lo studio ha incluso 20 pazienti con AK del viso e del cuoio capelluto, con almeno 2 AK evidenti, 2 AK subcliniche (sAK) e 2 aree di cute sana, per un totale di 120 lesioni. Le valutazioni cliniche e strumentali ripetute dopo 4 giorni, 2 e 8 settimane di trattamento, hanno mostrato un miglioramento delle principali caratteristiche patologiche delle cheratosi, in particolare in termini di spessore epidermico – misurato dall’OCT – e atipia epidermica – valutata dal RCM. Il trattamento ha portato a clearance completa nel 58% delle AK e nel 55% e 72% delle sAK, rispettivamente secondo RCM e OCT.
Entrambi gli strumenti di imaging hanno permesso la rappresentazione morfologica del campo di cancerizzazione, fornendo informazioni complementari, e hanno evidenziato l’efficacia dell’ingenolo mebutato anche nel trattamento delle cheratosi subcliniche, che sono normalmente escluse dal trattamento focalizzato alle sole lesioni.


Fonte: Ruini C, Hartmann D, Bastian M, et al. Non-invasive monitoring of subclinical and clinical actinic keratosis of face and scalp under topical treatment with ingenolmebutate gel 150 mcg/gby means of reflectance confocal microscopy and optical coherence tomography: new perspectives and comparison of diagnostic techniques. J Biophotonics. 2019 Jan 17:e201800391. doi: 10.1002/jbio.201800391. [Epub ahead of print]