Meduse e contatti ravvicinati

Ma cosa dobbiamo fare se veniamo a contatto con i suoi tentacoli? Ricordiamo che i tentacoli della medusa sono rivestiti da cellule in grado di iniettare un liquido urticante, che utilizzano per cacciare piccole prede o difendersi da animali più pericolosi.  Al contatto con la nostra pelle, questo liquido ci provoca forte bruciore e dolore. Subito dopo la pelle si arrossa e compaiono dei pomfi (formazioni rilevate della pelle). Il bruciore si attenua in 10-20 minuti e si inizia ad avvertire un intenso prurito.

In queste situazioni il primo istinto è quello uscire dall’acqua. Se del caso bisogna togliere eventuali parti ancora a contatto con la pelle che andrà quindi lavata con acqua di mare e se possibile con biscarbonato.

uscire dall’acqua. Poi bisogna seguire questi accorgimenti.

Non usare acqua dolce, fredda o del ghiaccio. Evitare di grattare la parte interessata o strofinarla con la sabbia, dato che ciò sarebbe da stimolo all’attività muscolare che metterebbe più facilmente in circolo la sostanza tossica. Non usare soluzioni inutili come impacchi con aceto, succo di limone o ammoniaca. Va evitato l’alcool che potrebbe stimolare l’apertura delle cellule urticanti.

Il miglior rimedio consigliabile è il gel astringente al cloruro d’alluminio.

Infine se la reazione cutanea è particolarmente estesa e appaiono difficoltà respiratorie è indispensabile il ricorso al medico.

Buone vacanze.

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