Meno intelligenti in occidente?

Sembra che negli ultimi decenni si stia registrando un progressivo calo del QI in tutto l’occidente. Per la quasi totalità del 900 il QI dei paesi sviluppati è andato aumentando di circa 3 punti ogni 10 anni. Le cause erano state attribuite al miglioramento generale delle condizioni di vita, dei diritti sociali, dell’istruzione, della medicina. Tutti questi fattori positivi avrebbero contribuito a un generale innalzamento del livello del quoziente intellettivo. Ma dagli anni 70 si è verificata un’inversione di tendenza: l'”effetto Flynn”, dal nome dello studioso che per primo ha osservato questo fenomeno. Due ricercatori del Ragnar Frisch Centre for Economic Research, hanno condotto uno studio sui test di QI di 730.000 giovani norvegesi dal 1970 al 2009. L’analisi ha rilevato un calo delle prestazioni di circa 7 punti per ogni generazione. Un dato preoccupante anche perché confermato da altri studi in Svezia, Finlandia, Paesi Bassi, Gran Bretagna, e Australia. Difficile è stabilire le cause. Molti attribuiscono questo calo alla televisione, altri alle nuove tecnologie, alcuni incolpano l’inquinamento, altri il peggioramento degli standard educativi. Secondo lo studio norvegese le cause sarebbero da ricercare nei fattori ambientali poiché il calo di QI si concentra in certi gruppi famigliari e geografici. Il prossimo passo è capire come questi fattori influenzino il QI e come porre rimedio.


Fonte: esquire.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *