Morfeo, dove sei finito?
Morfeo, dove sei finito?

Morfeo, dove sei finito?

Uno dei problemi riscontrati dai ragazzi durante e in seguito ai lunghi periodi di DAD è quello dell’insonnia. Disturbo che spesso coinvolge anche i genitori alle prese con figli in DAD e smart working. Il fenomeno è stato appunto soprannominato “coronasomnia”

Uno dei problemi riscontrati dai ragazzi durante e in seguito ai lunghi periodi di DAD è quello dell’insonnia. Disturbo che spesso coinvolge anche i genitori alle prese con figli in DAD e smart working. Il fenomeno è stato appunto soprannominato “coronasomnia”.

È risaputo infatti che uno dei consigli per chi ha difficoltà a dormire è quello di non esagerare con l’utilizzo degli apparecchi elettronici, quindi va da sé che qualche episodio in più di insonnia si verifichi. Secondo un recente studio dell’Università di Southampton sembra che il disturbo ora interessi un quarto della popolazione (in Inghilterra) contro quanto riscontrato in precedenza (un sesto).

Photo by Adrian Swancar / Unsplash

Come affrontarlo? Prima di tutto inquadriamo il problema: non si tratta infatti solo di difficoltà a prendere sonno, ma i disturbi si possono manifestare anche con risvegli notturni. Spesso il sonno è disturbato da ansia e stress, che sono stati alimentati da questo lungo periodo di incertezze sanitarie ed economiche e di reclusioni forzate.

Gli esperti sconsigliano di ricorrere ai sonniferi, ma danno indicazioni che privilegiano le soluzioni naturali, che possano favorire il rilassamento. Prima tra tutte c’è la melatonina, che è un ormone endocrino prodotto naturalmente dall’ipofisi. Questo ormone viene prodotto in misura maggiore di sera e durante la notte ed è indispensabile per regolarizzare i ritmi veglia/sonno.

Nel corso degli ultimi anni sono stati fatti numerosi studi sull’efficacia della melatonina sull’insonnia; ma c’è da considerare che i risultati sono contrastanti, principalmente a causa delle metodologie utilizzate.

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