Nanoparticelle al chitosano per combattere la resistenza antibiotica

Secondo una ricerca condotta presso l’Universidade Catòlica Portugesa, le nanoparticelle (NPs) di chitosano potrebbero essere utilizzate come agenti topici per la gestione delle infezioni causate da patogeni cutanei resistenti.
Nei saggi di attività batteriostatica e battericida, le NPs hanno mostrato di inibire la crescita batterica a concentrazioni relativamente basse, rispettivamente di 1-2 mg/ml per la MIC e di 2-7 mg/ml per la MBC.
Le NPs erano inoltre in grado di bloccare la crescita dei biofilm, con percentuali di inibizione superiori al 50% per tutti i microorganismi in analisi ad eccezione dei ceppi di S. Aureus resistente alla vancomicina (VRSA), in cui l’effetto inibitorio era limitato al 45%. I risultati ottenuti nel sistema reporter C. violaceum hanno inoltre evidenziato l’efficacia delle NPs nell’inibire l’attività di quorum-sensing (sistema di comunicazione tra batteri nel biofilm), con un’inibizione del 95% alle massime concentrazioni.
Infine, nei saggi di infezione cellulare in vitro, le NPs hanno bloccato l’infezione delle cellule HaCat in coltura da parte del batterio A. baumannii, riducendone significativamente la conta sia intracellulare che extracellulare.


Fonte: Costa EM, Silva S, Veiga M, et al. Exploring chitosan nanoparticles as effective inhibitors of antibiotic resistant skin microorganisms – From in vitro to ex vitro testing. Carbohydr Polym. 2018 Dec 1;201:340-346. doi: 10.1016/j.carbpol.2018.08.083. Epub 2018 Aug 22.

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