Percorsi di trattamento nella psoriasi: persistenza, interruzione e alternative terapeutiche

Uno studio retrospettivo condotto presso l’Università di Washington ha analizzato i diversi percorsi terapeutici seguiti dai pazienti psoriasici, focalizzandosi sia sulla persistenza del trattamento che sulle alternative più utilizzate dopo interruzione.
Secondo l’analisi, condotta sui più di 5.000 pazienti in trattamento sistemico, più del 50% dei pazienti psoriasici interrompe la terapia nell’arco dei primi 12 mesi. Il tasso di interruzione più alto è stato registrato per acitretina (85,2%) e farmaci biologici non-TNF (73,8%), mentre la persistenza più alta è stata osservata con inibitori del TNF-α (51,8%) e apremilast (56,4%). Dopo l’interruzione la maggior parte dei pazienti ha ricominciato lo stesso trattamento con un farmaco orale (60,2%) o biologico (79,9%). Nel caso di cambio di terapia era invece più frequente il passaggio da un farmaco orale a un inibitore di TNF-α, oppure da un biologico ad apremilast.
La bassa persistenza osservata sia per i farmaci orali che per quelli biologici è dovuta alla scarsa aderenza al trattamento e in parte alla natura ciclica della malattia. Ulteriori studi dovranno chiarire quali caratteristiche dei pazienti possono influenzare maggiormente i percorsi di trattamento.



Fonte: Higa S, Devine B, Patel V, et al. Psoriasis treatment patterns: a retrospective claims study. Curr Med Res Opin. 2019 May 13:1. doi: 10.1080/03007995.2019.1618805. [Epub ahead of print] [Epub ahead of print]