So che mi stai mentendo!

Il suggerimento arriva da Gordon Wright, docente di psicologia e condirettore dell’unità di psicologia forense presso la Goldsmiths University di Londra. A fronte della dimostrazione scientifica che gli uomini (intesi come razza e non come sesso) sono portati alla menzogna, Wright sostiene che smascherare un bugiardo non sia semplicissimo. Quando ci si prova le possibilità di individuare una bugia sono circa 50 e 50. Anche i metodi più scientifici, come i test della verità, non vanno oltre il 70%. Più precisi (85%) sono gli esperimenti di “motion capture”, che monitorano le reazione di tutto il corpo. I bugiardi più preparati sanno anche controllare il movimento degli occhi, che riescono a non spostare verso la zona del cervello adibita alla fantasia. E le variazioni di battito cardiaco, sudorazione o atteggiamenti funzionano solo se si conosce bene la persona.
In cosa consiste quindi il metodo di Wright? Il docente sostiene che i grandi bugiardi costruiscono minuziosamente le loro bugie, quindi per smascherarli è necessario coglierli di sorpresa e metterli di fronte a una dovizia di domande, che assolutamente non si aspettano e che non rientrano nella costruzione della bugia che si sono fatti.



Fonte: Agi.it