Vaccinarsi in Farmacia, che svolta!
Vaccinarsi in Farmacia, che svolta!

Vaccinarsi in Farmacia, che svolta!

Con l'approfondimento del legale Avv. Marco Giuri in merito a questa grande novità per le farmacie

Il rallentamento dell’attuazione del piano vaccinale anti-COVID che stiamo vivendo oggi in Italia rischia drammaticamente di prolungare la pandemia e per evitare ciò, i farmacisti territoriali hanno risposto presente alla richiesta di utilizzare le loro farmacie come luoghi per la campagna vaccinale contro il COVID-19. Con il Decreto Sostegni 2021, si potrà effettuare la vaccinazione anti-COVID anche nelle farmacie, in via sperimentale, previa formazione specifica.

L'avvocato risponde: ecco l'interessantissimo intervento dell'Avv. Marco Giuri sul ruolo del farmacista vaccinatore nella lotta contro il COVID-19
Intervento dell'Avv. Marco Giuri - pharmakon

La farmacia, oggigiorno, svolge un ruolo di importanza rilevante nella continuità assistenziale per molti pazienti, considerando la carenza organizzativa dei vari sistemi sanitari regionali in quest’ambito. Basti pensare che durante la pandemia, la farmacia territoriale è stata il primo presidio sanitario di prossimità, al servizio dei cittadini, capace di andare incontro alle reali esigenze delle persone, dalla consulenza da remoto alla consegna dei farmaci a domicilio, e di rispondere al bisogno di informazione e rassicurazione per affrontare l’emergenza sanitaria in corso.

Oltre ai camici bianchi impiegati negli ospedali e negli hub vaccinali e ai medici di famiglia, è previsto un massiccio arrivo di rinforzi con infermieri, odontoiatri, pediatri. Ma anche i farmacisti saranno della partita. La decisione del ministro della Salute e di tutto il Governo di coinvolgere direttamente farmacisti e farmacie nella campagna vaccinale contro il COVID-19 rappresenta una svolta epocale.

Lo ribadisce Federfarma, in un comunicato congiunto con FOFI, che sottolinea l’estrema soddisfazione per la novità, che darà un contributo decisivo all’accelerazione della campagna vaccinale, nell’interesse dei cittadini e di tutto il Servizio Sanitario Nazionale.
Considerando il contributo fondamentale delle 19.000 farmacie territoriali e dei 70.000 farmacisti di comunità presenti in Italia, in termini di continuità assistenziale durante la pandemia, questa scelta valorizza la rete delle farmacie e la professionalità dei farmacisti che sono parte integrante del Servizio Sanitario Nazionale che operano in sinergia con medici, infermieri e tutti gli operatori sanitari del territorio.

Ma come si svolgerà la campagna vaccinale in farmacia? Quali saranno i compiti e le responsabilità del farmacista? Risposte certe a tali quesiti saranno possibili solo dopo aver definito i termini e le modalità generali di carattere operativo. Sembrerebbe, ma attendiamo la realizzazione di un protocollo operativo certo e soprattutto condiviso, che i farmacisti potranno somministrare le vaccinazioni anti COVID-19, e non solo limitarsi a ospitare chi deve vaccinarsi. Questo potrà succedere solo grazie a un’interpretazione estensiva della norma già prevista nell’ultima legge di Bilancio, che consente al farmacista di vaccinare «sotto la supervisione del medico». Se interpretata in senso stretto la norma prevede la presenza di un medico in ogni farmacia: una condizione di difficile attuazione, quasi impossibile, in quanto servirebbero troppi medici. Invece, se il termine «supervisione» viene interpretato in senso estensivo, nel decreto Sostegni potrebbe limitarsi quindi ad un collegamento costante con il medico di medicina generale, mentre l’inoculazione spetterebbe al farmacista.

Bisogna ricordarsi, tuttavia, che il vaccino è un farmaco a tutti gli effetti e come tale deve essere somministrato, solo previa prescrizione del medico (ossia dopo la valutazione anamnestica e clinica), figura preposta anche alla valutazione dello stato di salute del paziente e alla gestione immediata di eventuali effetti collaterali. Per l’attuazione della campagna vaccinale in farmacia, si prevede l’utilizzo degli spazi disponibili all'interno o nelle tensostrutture subito fuori, dove oggi si fanno i tamponi rapidi e che si sono moltiplicate negli ultimi mesi davanti alle farmacie di molte città. In questo scenario si ritiene che la categoria dei farmacisti potrebbe iniettare direttamente circa 200mila vaccini al giorno.

Le farmacie sono pronte per vaccinare contro il COVID-19. L’obiettivo è quello di semplificare l’accesso al vaccino e permettere la somministrazione in prossimità del domicilio dei pazienti. I farmacisti e le farmacie potranno dare un ulteriore contributo alla lotta contro il COVID-19 moltiplicando i punti di vaccinazione per rendere facilmente accessibile al cittadino questo importante servizio che contribuirà a raggiungere in sicurezza e con tempestività la copertura vaccinale della popolazione.

Questo cambio di passo porterà l’Italia ad allinearsi con Francia, Australia, Canada, Germania, Irlanda, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti dove già da tempo i farmacisti sono abilitati alle vaccinazioni.

Di questa tematica si è parlato con l’Avvocato Marco Giuri, Fondatore dello Studio Giuri Avvocati di Firenze, docente della 24 Business School e presso Scuole di Specializzazioni e Master, esperto di diritto sanitario, in una breve video intervista nella quale è stato affrontato il tema delle vaccinazioni in farmacia, soffermandosi in particolar modo sull’articolo 20, lettera H del Decreto Sostegni 2021 che prevede in via sperimentale, previa formazione specifica, la possibilità per il farmacista territoriale di poter somministrare i vaccini anti COVID, e sui quali sono i compiti e le responsabilità del farmacista in questo nuovo scenario, da un punto di vista legale.

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