Identificazione di una “firma ribosomiale” di S. aureus nella dermatite atopica

Il DMZ Medical Center di Ein Bokek (Israele) ha sfruttato l’innovativa tecnologia SMURF (Short MUltiple Regions Framework) per caratterizzare ceppi di S. aureus provenienti da 10 soggetti sani e 35 pazienti adulti e bambini con dermatite atopica.
L’analisi SMURF, condotta su campioni della fossa antecubitale e poplitea di siti lesionali e nonlesionali ha permesso di ottenere un profiling ad alta risoluzione del gene 16S di S. aureus, identificando 4 diversi ribotipi: 1, 2, 3a e 3b. Il ribotipo 3 (3a e 3b) era l’unico con una diversa abbondanza tra i pazienti con AD grave e moderata, ed era significativamente più presente nei soggetti con AD grave, sia a livello delle lesioni sia sulla cute sana. La sua abbondanza relativa è risultata proporzionale alla gravità della malattia e inversamente proporzionale all’indice di diversità di Shannon.
Secondo questo studio i ceppi di S. aureus che infettano i pazienti con dermatite atopica sono diversi dai microrganismi presenti nei soggetti sani. Comprendere le caratteristiche fisiologiche del ribotipo 3 di S. aureus potrebbe essere interessante per caratterizzare il fenotipo della malattia, soprattutto nelle sue forme più gravi.


Fonte: Brandwein M, Fuks G, Israel A, et al. Identification of a unique Staphylococcus aureus ribosomal signature in severe atopic dermatitis. Br J Dermatol. 2018 Jul 1. doi: 10.1111/bjd.16936. [Epub ahead of print]

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