Se c’è un divieto di balneazione, evitate anche la spiaggia, non solo l’acqua

Anche nei tratti di mare in cui ci sono i cartelli che indicano “divieto di balneazione” – di solito perché alcuni batteri pericolosi per la salute, in particolare quelli fecali, hanno colonizzato le acque di quel tratto – c’è sempre qualcuno che si sente invincibile e non rinuncia a fare il bagno. Sulla spiaggia, intanto, i più attenti alle indicazioni delle autorità sanitarie si limitano ad abbronzarsi sulla sabbia, rinunciando al piacere di un tuffo in acqua di tanto in tanto. Ma una nuova ricerca potrebbe creare qualche grattacapo anche a questi ultimi. Secondo l’American Chemical Society, infatti, i livelli di batteri presenti tra i granelli di sabbia possono essere addirittura da 10 a 100 volte più alti di quelli rintracciabili nelle acque davanti alla riva. La possibile spiegazione che viene data dagli autori della ricerca è semplice: gli enterococchi e i batteri del genere clostridium perfringens, comunemente presenti nelle acque di scarico e potenzialmente causa di malattie gastroenteriche, hanno dimostrato di sopravvivere più a lungo nell’ambiente caldo della sabbia rispetto a quando si trovano nell’acqua di mare. In spiaggia, solo gli Escherichia coli muoiono rapidamente come in acqua. Insomma, quando una zona è vietata alla balneazione, probabilmente è molto meglio cambiare spiaggia e scegliere un ambiente un po’ più sano, invece di limitarsi a non fare il bagno…

Fonte: Environmental Science & Technology

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