Utilizzo delle risorse sanitarie e gestione della cheratosi attinica nella pratica clinica

Uno studio retrospettivo di coorte pubblicato su BJD sottolinea come la gestione della cheratosi attinica nella pratica clinica si discosti dalle linee guida pubblicate.
Le principali differenze riguardano la sottoutilizzazione dei trattamenti topici, l’uso di terapie inappropriate, l’alto numero di pazienti indirizzati a visite specialistiche indipendentemente dal profilo di rischio e la sovrautilizzazione delle visite specialistiche.
L’analisi, condotta confrontando i dati di tre database, ha evidenziato come il 69% dei pazienti diagnosticati con cheratosi attinica durante una visita di screening non avessero effettuato visite precedenti dal medico di base per problematiche legate alla malattia. La percentuale scendeva al 50% nel caso di cheratosi estesa.
Per quanto riguarda i trattamenti, la crioterapia era la più consigliata sia dai medici di base (78%) che dai dermatologi (41-56%), mentre i farmaci topici, prescritti di frequente dai dermatologi (13-21%) erano poco utilizzati nella medicina di base (2%).
Un dato interessante è che la percentuale di pazienti riferiti a uno specialista dopo visita di base non variava in base alla gravità della malattia e al profilo di rischio del soggetto, attestandosi sua una media del 31% per tutti i soggetti visitati.


Fonte: Noels EC, Hollestein LM, van Egmond S, et al. Healthcare utilization and management of actinic keratosis in primary and secondary care: a complementary database analysis. Br J Dermatol. 2019 Jan 12. doi: 10.1111/bjd.17632. [Epub ahead of print]